Atleta italiano durante corsa mattutina in parco urbano con cipressi
Pubblicato il Febbraio 26, 2026

Correte tre volte a settimana, mangiate bene, dormite abbastanza. Eppure verso le 17 il crollo arriva puntuale. Ho perso il conto dei runner che mi descrivono questa situazione. Il caffè non fa più effetto, gli integratori standard sembrano acqua zuccherata. Il cordyceps lavora in modo diverso: non maschera la stanchezza, agisce sul meccanismo che produce energia nelle vostre cellule. Ma attenzione: se vi aspettate una scossa immediata tipo caffeina, avete già sbagliato approccio.

Cordyceps e prestazioni: 4 punti chiave

  • Agisce su produzione ATP e ossigenazione cellulare
  • Effetti misurabili dopo 3-4 settimane di uso costante
  • Dosaggio efficace negli studi: 1000-3000 mg al giorno
  • Non è uno stimolante: lavora sul medio termine

Come il cordyceps trasforma la vostra energia cellulare

Nella mia esperienza con sportivi amatoriali del Nord Italia, l’errore più frequente è aspettarsi dal cordyceps un effetto immediato tipo caffeina. Chi lo abbandona dopo due settimane non ha capito che gli adattogeni lavorano sul medio termine. Il meccanismo è completamente diverso: mentre la caffeina blocca temporaneamente i recettori dell’adenosina nel cervello, il cordyceps interviene sulla produzione energetica cellulare.

Cordyceps essiccato e capsule: la forma determina la biodisponibilità



Il punto chiave è l’ATP, l’adenosina trifosfato. Pensatela come la benzina delle vostre cellule muscolari. Secondo studi su ATP e ossigenazione tissutale, il cordyceps aumenta la concentrazione di ATP dal 45 al 55%. Tradotto in termini pratici: più carburante disponibile per i vostri muscoli, soprattutto durante sforzi prolungati.

C’è un secondo meccanismo che trovo ancora più interessante per chi corre o pedala. Il fungo migliora l’utilizzo dell’ossigeno a livello cellulare. In condizioni di ipossia, i test sui modelli animali mostrano un miglioramento del 30-40%. Per chi si allena in quota o spinge forte negli ultimi chilometri, questo significa restare lucidi quando normalmente vedreste nero.

Chi si interessa ai benefici della medicina alternativa sa che gli adattogeni non funzionano come farmaci. Non forzano una risposta. Aiutano l’organismo a ottimizzare i propri processi. Nel caso del cordyceps, questo significa supportare i mitocondri, le centraline energetiche delle cellule, nella loro funzione quotidiana.

Differenza pratica: La caffeina vi dà una spinta di 2-3 ore seguita da un crollo. Il cordyceps, dopo 3-4 settimane di uso costante, vi offre un livello energetico più stabile durante tutta la giornata. Sul campo, i miei clienti descrivono la differenza come “sentirsi carichi senza essere nervosi”.

Prestazioni fisiche: cosa dice davvero la scienza

Devo essere onesto: il marketing sugli integratori è spesso esagerato. Ma sul cordyceps esistono dati solidi. Una meta-analisi di 14 studi RCT ha confermato che il Cordyceps sinensis migliora i parametri dell’esercizio aerobico. Non parliamo di un singolo studio sponsorizzato, ma di una revisione sistematica della letteratura scientifica.

7%

Aumento del VO2max in anziani sani dopo 6 settimane con 3g di CS-4

Questo dato viene da uno studio clinico su 30 soggetti: 3 grammi di estratto CS-4 per sei settimane hanno portato a un incremento misurabile della capacità aerobica. Il VO2max, per chi non lo sapesse, è l’indicatore principe della vostra efficienza cardiovascolare. Un aumento del 7% significa correre più a lungo alla stessa intensità, o più veloce a parità di sforzo percepito.

Ma non tutti gli studi usano le stesse dosi. Secondo i dati raccolti da uno studio clinico su anziani del 2025, il miglior utilizzo dell’ossigeno favorito dal cordyceps permette di incrementare capacità aerobica e resistenza. In giovani adulti, 4 grammi di Cordyceps militaris per 3 settimane hanno aumentato il VO2max.

La domanda che mi fanno tutti: “Funzionerà anche per me?” La risposta sincera è che dipende da diversi fattori. Se siete già atleti d’élite con un VO2max ottimizzato, i margini di miglioramento saranno ridotti. Se invece siete sportivi amatoriali con margini di crescita, i risultati possono essere più evidenti. Chi cerca prodotti di qualità può esplorare frenchmush.com per estratti con titolazione certificata.

Caso concreto: Marco, 38 anni, triatleta amatoriale

Ho seguito Marco durante la preparazione per un Ironman. Arrivava agli ultimi mesi di allenamento con una stanchezza persistente che il recupero non risolveva. Scettico verso gli integratori “alternativi”, ha accettato di provare il cordyceps per 6 settimane. Le prime due: niente di percepibile. Alla terza ha notato che gli allenamenti serali non lo svuotavano più come prima. Alla sesta settimana, il suo tempo sui 10 km era migliorato di 2 minuti senza modifiche al programma.

Dosaggio e timing: la strategia che funziona per lo sport

Il momento dell’assunzione influisce sull’efficacia percepita



Consiglio sempre di iniziare con estratto titolato, non polvere grezza. Vi spiego perché: la standardizzazione in cordicepina vi garantisce una concentrazione nota di principi attivi. Con la polvere grezza, non sapete mai esattamente cosa state assumendo. È come comprare caffè senza sapere se è arabica o robusta, tostato leggero o scuro.

Il dosaggio utilizzato negli studi oscilla tra 1.000 e 3.000 mg al giorno. La mia indicazione pratica per iniziare: partite da 1.500 mg e osservate per 4 settimane. Se non notate cambiamenti, aumentate gradualmente. Meglio iniziare bassi che esagerare subito.


  • Nessun effetto percepibile nella maggior parte dei casi

  • Primi segnali: minore affaticamento a fine giornata, recupero più rapido

  • Benefici consolidati: energia più stabile, prestazioni aerobiche migliorate

Sul timing di assunzione, molti utilizzatori preferiscono 30-60 minuti prima dell’attività fisica. Ma il cordyceps non funziona come un pre-workout classico. Potete assumerlo anche la mattina a stomaco vuoto o con la colazione. L’importante è la costanza quotidiana, non il momento preciso.

Errore da evitare: Non aspettatevi miracoli dalla prima settimana. Gli adattogeni richiedono tempo per modulare i vostri sistemi energetici. Chi abbandona dopo 10 giorni perché “non sente nulla” sta buttando via l’investimento. Datevi almeno 4 settimane consecutive.

5 criteri per scegliere un cordyceps di qualità



  • Titolazione in cordicepina o polisaccaridi indicata in etichetta


  • Specie chiaramente specificata: Cordyceps militaris o sinensis


  • Certificazione di terza parte per purezza e contaminanti


  • Dosaggio per capsula o dose chiaramente indicato


  • Origine della materia prima tracciabile e dichiarata

Un chiarimento sulle specie: il Cordyceps sinensis selvatico è rarissimo e costosissimo. Quello che trovate in commercio è quasi sempre Cordyceps militaris coltivato. Secondo la revisione sistematica di Wang del 2024, le due varianti non sono completamente intercambiabili, ma il militaris presenta un profilo bioattivo valido per gli scopi energetici.

Le vostre domande sul cordyceps e le prestazioni

Dopo anni di consulenze, ho raccolto le domande che tornano più spesso. Rispondo senza giri di parole.

I vostri dubbi su cordyceps e sport

Posso prendere cordyceps ogni giorno?

Sì, l’assunzione quotidiana è proprio il modo corretto di usarlo. Gli adattogeni funzionano con la costanza. Interrompere e riprendere a caso riduce l’efficacia complessiva. Secondo la valutazione EFSA sui claim salutistici, l’assunzione per via orale per brevi periodi è considerata sicura. Per cicli prolungati oltre 3 mesi, vale sempre la pena consultare il medico.

Meglio polvere o capsule per lo sport?

Le capsule con estratto titolato offrono una concentrazione più prevedibile. La polvere grezza può andare bene per smoothie o ricette, ma non avete controllo sulla dose effettiva di principi attivi. Per uso sportivo dove volete risultati misurabili, consiglio estratti standardizzati.

Ha effetti collaterali o interazioni?

Alle dosi comunemente utilizzate, il cordyceps è generalmente ben tollerato. Tuttavia può essere controindicato in gravidanza, allattamento, malattie autoimmuni e disturbi emorragici. Potrebbe interferire con ciclofosfamide, immunosoppressori e prednisolone. Se assumete farmaci, parlatene con il medico prima di iniziare.

Quanto tempo prima dell’allenamento assumerlo?

Il cordyceps non è un pre-workout a rilascio immediato. Potete prenderlo 30-60 minuti prima, ma l’effetto principale deriva dall’uso continuativo, non dalla singola dose. Molti dei miei clienti lo assumono semplicemente a colazione, indipendentemente dall’orario di allenamento.

Per chi è davvero indicato il cordyceps?

Profilo ideale: sportivi amatoriali che notano un calo di energia inspiegabile, chi cerca alternative naturali agli stimolanti, chi pratica sport di resistenza. Meno indicato per: chi cerca effetti immediati, atleti già al picco delle prestazioni con margini di miglioramento ridotti, chi ha condizioni di salute che richiedono supervisione medica.

Se state costruendo una routine di benessere quotidiana, il cordyceps può essere un tassello interessante. Ma non è una bacchetta magica. Funziona meglio quando sonno, alimentazione e allenamento sono già in ordine.

La prossima domanda da porvi: Siete disposti a dare al cordyceps le 4 settimane minime che servono per valutarne l’effetto? Se la risposta è no, risparmiate i soldi. Se è sì, scegliete un prodotto con titolazione chiara e iniziate a tenere traccia di come vi sentite giorno dopo giorno.

Precauzioni importanti sull’uso del cordyceps

  • Le informazioni riportate non sostituiscono il parere di un medico o nutrizionista
  • L’efficacia può variare significativamente da persona a persona
  • I dosaggi indicati sono riferimenti generali da adattare alla situazione individuale

Rischi specifici da considerare:

  • Possibili interazioni con farmaci anticoagulanti o immunosoppressori
  • Sconsigliato in gravidanza e allattamento senza supervisione medica
  • Possibile sovrastimolazione in soggetti sensibili se assunto la sera

Prima di iniziare qualsiasi integrazione, consultate il vostro medico di base, un nutrizionista sportivo o il farmacista.

Scritto da Matteo Santini, consulente in nutrizione sportiva e integrazione naturale dal 2018. Ha seguito oltre 200 atleti amatoriali e professionisti nell'ottimizzazione delle performance attraverso approcci integrativi. La sua specializzazione riguarda l'utilizzo di adattogeni e funghi medicinali nel contesto sportivo, con particolare attenzione a cordyceps e lion's mane. Collabora regolarmente con centri fitness e squadre sportive del Nord Italia.